E’ un’attività terapeutica vera e propria, finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi. È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato (e sono pertanto definite co-terapie). Può essere impiegata con pazienti affetti da varie patologie, con i seguenti obiettivi: cognitivi, comportamentali, psicosociali, psicologici.

Alcuni obiettivi:

  1. Fisici. Riabilitazione dopo traumi o incidenti: esercitare la manualità, favorire la mobilizzazione degli    arti superiori  (ad esempio accarezzando o spazzolando l’animale) e degli arti inferiori,    deambulazione con conduzione dell’animale, la cui presenza rende gli esercizi meno noiosi e più    gratificanti).
  2. Comportamentali. Controllo dell’iperattività, rilassamento corporeo, acquisizione di regole.
  3. Psico-sociali. Miglioramento delle capacità relazionali, di interazione
  4. Psicologici. Miglioramento dell’autostima.
  5. Cognitivi. Miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo.

Il contatto con l’animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti interpersonali, offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco. Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per utenti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specialmente utile per i bambini e gli anziani ma anche per chi è portatore di handicap fisico o mentale.

Che si tratti di un coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai conduttori, la sua presenza solitamente risveglia l’interesse di chi ne viene in contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all’instaurarsi di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati; stimola energie positive distogliendo e rendendo più accettabile al paziente il disagio di cui è portatore.

I bambini ricoverati in ospedale, ad esempio, soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell’appetito ed enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, dal fatto di essere costretti al ricovero, lontano dai loro familiari, dalla loro casa, dalle loro abitudini.

Alcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di AAA, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l’animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare quindi la qualità della loro vita in quella specifica situazione.

Altre esperienze di AAA riguardano gli anziani ospiti di case di riposo. Si è notato che a periodi di visite settimanali con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti.

Nel campo delle AAT stanno aumentando le prove di un effettivo miglioramento nella letteratura scientifica, affiancando la coppia conduttore-animale alle terapie mediche tradizionali. Attraverso un preciso protocollo terapeutico le AAT sono dirette a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, autismo, demenze senili di diverso grado, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria, come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da periodi di coma.

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