"Errare è umano, perdonare è canino."
(Anonimo)
L’animale co-terapeuta agisce come soggetto attivo: tra lui e la persona trattata avviene uno scambio reciproco fatto di emozioni e di stimoli che provocano cambiamenti ed effetti positivi in entrambi.
Con persone affette da disagio di diversa natura gli animali trovano un canale preferenziale, una sorta di accesso più facile per entrare in contatto, riuscendo a volte a sbloccare condizioni patologiche cronicizzate negli anni. L’animale costituisce uno stimolo nuovo alla curiosità, rendendo possibile il contatto e una comunicazione non convenzionale, non verbale.
L’intervento degli animali, con requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare l’attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare l’ansia e l’eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori e di quelli inferiori.
Il prendersi cura dell’animale favorisce il senso di responsabilità, quanto mai auspicabile nel caso di bambini e di adulti che hanno perso la fiducia in se stessi, garantendo un’immagine valida e positiva della propria persona e del proprio valore. Infatti, dare da mangiare all’animale, rappresenta il primo passo per stabilire un rapporto di fiducia perché grazie all’accudimento si crea tutta una serie di informazioni ed emozioni che legano vicendevolmente uomini e animali.
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